Il trio delle meraviglie
#56 – Basket, cultura, lifestyle: qui trovi Mago, Beli e Gallo, la pallacanestro in tv e cosa si muove a Sassari
Il basket non finirà mai. Accompagnerà le nostre vite. Quella danza collettiva che coinvolge tutti, giocatori, arbitri, tifosi, tra grida, fischi, suoni e colori. E quell'attimo di silenzio, con il fiato sospeso, il cronometro che scade, mentre la palla disegna la sua parabola in aria. Dentro o fuori. Vittoria o sconfitta. Basket.
Ciao, questa è la conclusione del mio libro. Perché l'ho messa qui? Continua a leggere e lo scoprirai verso la fine.
Io sono Francesco Mecucci e sei sul numero 56 di Galis, la newsletter di Never Ending Season, il progetto con cui ti racconto il basket come cultura e stile di vita.
Nella scorsa uscita - se l’hai saltata, recuperala a questo link - ho parlato delle Portland Fire in WNBA, della nuova arena di Tortona che apre il 21 settembre, di un bell'evento in Trentino e di altre cose.
Oggi, a Europei in corso, come prima storia trovi alcune considerazioni sul trio che, anni fa, doveva fare le fortune della pallacanestro azzurra. E che tuttavia, a mio avviso, è ancora molto importante per il nostro movimento.
In coda, come sempre, lo Shootaround con i migliori contenuti di basket del mese da me selezionati e consigliati, insieme alla mini rubrica Off The Ball.
Enjoy!
Mago-Beli-Gallo
Il ritiro di Marco Belinelli, l'ultimo ballo in azzurro di Danilo Gallinari e la riapparizione di Andrea Bargnani in una nuova veste. Dopo quasi vent'anni, quello che doveva essere il "trio delle meraviglie" italiano targato NBA non ha smesso di far parlare di sé. E tutti e tre starebbero sognando addirittura una clamorosa partecipazione ai Giochi Olimpici 2028, formando una nostalgica rappresentativa di 3x3.
L'opinione comune su Mago, Beli e Gallo in relazione alla Nazionale è ben nota: mai una medaglia. Le poche volte che sono riusciti a giocare insieme, non hanno reso come ci si sarebbe aspettato. In particolare ai disastrosi Europei 2011, ma soprattutto nella grande delusione del 2015, nella piena maturità, in una squadra dove c'erano anche Datome, Hackett, Melli, Della Valle, Gentile, Aradori, Polonara. Fuori ai quarti di finale.
Sul piano dei risultati, il ragionamento ha senso. Del resto, l'Italia ha ottenuto i migliori successi - oro europeo 1999, bronzo europeo 2003 e argento olimpico 2004, le ultime due imprese ben narrate nel libro Argento vivo di Marco Gaetani, da me recensito qui - quando non aveva giocatori NBA. Presi singolarmente, però, il loro impegno per la maglia azzurra il più delle volte non è mancato, soprattutto se paragonato alle rinunce di tante altre primedonne con giustificazioni ridicole.
In generale, credo che questo terzetto non sia stato affatto una delusione. Persone intelligenti, bravi ragazzi, Mago, Beli e Gallo sono stati una bella immagine per la pallacanestro italiana nel mondo, senza nulla togliere a chi è venuto prima di loro. E possono esserlo ancora, seppur in modi diversi, com’è naturale alla soglia dei quarant’anni. Hanno fatto la storia, ispirando una generazione di ragazzi. E sono convinto che la stessa carriera di Bargnani, tante volte vituperata, sia stata invece di tutto rispetto.
Senza addentrarmi in questioni tecniche e agonistiche, perché come ben sai Never Ending Season si occupa di altro, voglio dirti due parole su come Bargnani, Gallinari e Belinelli abbiano avuto tra loro molte differenze a livello di comunicazione e narrazione, ma ciascuno a modo suo sia stato caratterizzante nel rappresentare il basket italiano e internazionale.
Andrea Bargnani, a lungo, ha lasciato che fossero i risultati a comunicare per lui. Primo giocatore europeo a essere scelto con la numero 1 al Draft NBA, primo italiano consistent nella lega dopo le pionieristiche apparizioni di Rusconi ed Esposito, buone stagioni nei Toronto Raptors. Schivo e silenzioso ai limiti del “musone”, un soprannome (“Mago”) senza un motivo preciso e portato controvoglia, tuttora anti-social nell’epoca dei social (i suoi rari momenti su Facebook e Instagram hanno fatto notizia), negli ultimi anni abbiamo visto una sua “riappacificazione” con il mondo: apparizioni pubbliche, interventi mirati, un fare spigliato e rilassato, investimenti business frutto di una seria preparazione e il ruolo di Global Brand Ambassador - oltre che socio - nella sport tech Pick-Roll.
Danilo Gallinari è l’esatto opposto. Totalmente a suo agio nel ruolo di star, bravo a mostrare la sua vita a New York, Denver, Los Angeles (le tappe principali della carriera) e a sfruttare il suo fascino di persona glamour con la faccia da ragazzo perbene. Sposato con una bella giornalista sportiva televisiva, Eleonora Boi, oggi Danilo fa anche il podcaster con il fratello Federico e nel corso degli anni ha costruito con cura, equilibrio e discrezione la sua immagine, facendo leva fin dall'inizio sul soprannome “Gallo” e sul numero 8. E ha sempre dato l’impressione di uno che nel sistema NBA ci sguazza alla grande. Non stupisce che ambisca a un futuro da manager in una franchigia.
Marco Belinelli, che rispetto a Mago e Gallo non aveva il physique du rôle del predestinato, è probabilmente quello che ha sviluppato in modo più articolato e costante la sua narrativa personale. Ha incarnato l’atleta underdog: duro lavoro, forza di volontà, sacrificio, più una pokerface simbolo inequivocabile di fiducia in se stesso, per raggiungere traguardi che sembravano impossibili. Tutto vero, tutto coerente con una carriera tra Italia e USA durata oltre vent’anni. Forte della lunga collaborazione con Elisa Guarnieri, stimata esperta di comunicazione e PR, il Beli ha gestito con intelligenza anche i momenti più delicati e particolari, mentre sul fronte media e sponsor ha sempre scelto progetti su misura, autentici e di qualità. Una comunicazione che, in definitiva, ha rafforzato la sua storia: quella di chi non parte favorito eppure vince, arrivando a un anello NBA.
Sono convinto che nei prossimi anni tutti e tre potranno fare ancora molto per il basket, continuando a esprimere uno spirito positivo e ad essere davvero un "trio delle meraviglie", questa volta fuori dal parquet. Bargnani come investitore e, perché no, imprenditore, mettendo finalmente in luce il suo talento comunicativo. Gallinari come executive in NBA o in una grande organizzazione, ruolo che sembra cucito per lui. Belinelli ancora una volta come “combattente”, impegnato in progetti di crescita e capace di parlare alle nuove generazioni. Ognuno con la propria mentalità e il proprio stile, hanno ancora molto da dire.
E chissà, magari sul serio quel 3x3 a Los Angeles 2028 potrebbe essere l’ultima fotografia insieme da giocatori. L'icona di tre ragazzi che hanno inseguito un sogno e lo hanno realizzato. È tutto da immaginare e conquistare, ma tanto abbiamo il Beli, no?
Basket in tv: cambia tutto
Nella stagione 2025-26, il panorama televisivo del basket si presenta profondamente mutato. Provo a riassumerti quello che è successo durante l'estate.
In primis, va evidenziata l'uscita di scena di Eurosport e Discovery dalla trasmissione della Serie A. Tra l'altro, Eurosport ha lasciato anche la piattaforma Sky, passando su DAZN.
Dopo otto anni, giunge così al commiato il team con cui i seguaci della pallacanestro italiana avevano ormai familiarizzato: i telecronisti Mario Castelli, Daniele Fantini, Davide Fumagalli, Michele Pedrotti, i talent Laura “Chicca” Macchi, Andrea Meneghin, Hugo Sconochini e da bordocampo la coppia Giulia Cicchinè-Guido Bagatta.
Di loro, ho avuto modo di incontrare di persona soltanto Davide Fumagalli - che saluto e ringrazio - ma, almeno visto da fuori, penso che sia stata un gran bella squadra e spero di rivedere tutti su importanti palcoscenici. D'altronde, il “campionato parallelo”, quello dei diritti tv, dalla cui disputa dipende la visione dello sport da parte del pubblico, funziona così: da un anno all’altro, tutto può cambiare.
Quindi, chi farà vedere la Serie A? E qui entriamo in un terreno in parte già sperimentato e in parte che assume i contorni di una vera e propria sfida.
Da un lato, la LBA torna su Sky, che ha acquisito per le prossime tre stagioni i diritti pay tv. Per ogni turno di regular season saranno trasmesse due partite, tra cui il big match. Inoltre, due gare per ciascuna giornata dei quarti di finale, tutte le semifinali, la serie finale scudetto, la Supercoppa e la Coppa Italia. Di quest'ultima, Sky ha preso anche i diritti in chiaro, per i quali potrebbe utilizzare il canale gratuito Cielo. Il tutto sarà anche in streaming su NOW. La LBA, oltre a ciò, ha comunque aperto anche le trattative per la vendita dei diritti in chiaro del campionato.
Dall'altro lato, l'azzardo - che comunque ipotizzo ponderato e preparato da anni – più sorprendente: il lancio di LBATV. La piattaforma streaming proprietaria, a pagamento, attraverso cui la lega produrrà tutte le partite del massimo campionato e gli altri contenuti a corredo. Realizzata con l'azienda italiana Deltatre di Torino, leader internazionale nei servizi streaming, broadcast e digital per l'industria dello sport (tra i suoi clienti spiccano UEFA, NHL, MLB, BBC e molti altri), LBATV rappresenta una strategia di distribuzione diretta che, tra l'altro, segna anche l'esordio del nuovo presidente Maurizio Gherardini, eletto al posto di Umberto Gandini.
Sarà disponibile tramite app anche su smart tv e, in aggiunta, distribuita su piattaforme di altri operatori. Il prezzo pieno dell'abbonamento dovrebbe aggirarsi sui 90-100 euro all'anno. Attenzione: non è una novità, nel basket italiano. Da alcuni anni la LNP, la lega che gestisce Serie A2 e B, produce e distribuisce le proprie partite su LNP Pass. Strumento che da quest’anno è anch’esso firmato Deltatre.
Per quanto riguarda EuroLeague ed EuroCup, Sky ha rinnovato l'accordo di esclusiva fino al 2028. C'è poi una novità anche nella principale tv satellitare: il canale Sky Sport Basket (205) ha sostituito il monotematico Sky Sport NBA. La NBA continuerà ad essere visibile su Sky, ma l'arrivo di Prime Video sta già cambiando le carte in tavola. Infatti, oltre a trasmettere 87 partite di regular season, i play-in e parte dei playoff, le Finals 2026 saranno un'esclusiva della piattaforma di Amazon, anche se c'è da capire se ci sarà il commento in italiano. Poi, ovviamente, per chi desidera una copertura completa, seppur solo in lingua originale, resta sempre il fidato NBA League Pass.
E su DAZN? Persi campionato e coppe, dopo gli Europei non le resta che concentrarsi sul basket NCAA, di cui ha acquisito i diritti per trasmettere in Italia ben 20 partite a settimana, sia maschili che femminili, più entrambi i tornei della March Madness. Determinante, nel far crescere di nuovo l’interesse verso il college basketball, la folta presenza di italiani, da Dame Sarr in giù.
Ancora non sappiamo, infine, dove si vedranno le coppe FIBA (Basketball Champions League e Europe Cup) e tutto il mondo femminile, né se la Rai riprenderà ancora i diritti della A2 maschile e se continuerà a garantire in chiaro almeno le partite delle Nazionali.
Giganti in fermento
C'è del movimento a Sassari, piazza sempre appassionata che negli ultimi tempi, forse per via di qualche risultato sottotono, sembrava passata leggermente in secondo piano. Dall'isola, invece, registriamo alcune novità dentro e fuori dal campo.
Come premessa, va sottolineato che la Dinamo - al pari del Cagliari nel calcio - rappresenta un punto di riferimento per l'intera Sardegna sportiva. Tanto che, ad esempio, quest'anno la preparazione precampionato dei bianco-blu è tornata a svolgersi a Nuoro, così come in passato si era tenuta a Oristano.
Secondo i dati di una recente ricerca condotta da ChainOn in collaborazione con StageUp, l'attività della Dinamo Sassari nella stagione 2024-25 ha generato un impatto economico complessivo sull’economia italiana - diretto, indiretto e indotto - di 36,2 milioni di euro, il che testimonia la valenza non solo cestistica ma anche sociale e territoriale del club fondato nel 1960.
La Dinamo, inoltre, si è fatta ambasciatrice del patrimonio culturale sardo, grazie alla collaborazione con Fondazione Mont'e Prama. Una partnership che, negli ultimi tre anni, ha realizzato una serie di attività divulgative, in concomitanza con le trasferte di campionato e coppa, per valorizzare i Giganti di Mont'e Prama, le monumentali statue di guerrieri, arcieri e pugilatori, risalenti a tremila anni fa e ritrovate nel 1974 nell'area del Sinis. Oggi sono custodite nei musei di Cabras e Cagliari.
Si è creato, quindi, un legame profondo tra basket e territorio. La stessa comunicazione ufficiale della Dinamo utilizza il soprannome “Giganti” nel riferirsi alla squadra, coniugando così la storia e l'archeologia della Sardegna, ben rappresentate dalle imponenti statue di Mont'e Prama, con la pallacanestro, sport che ha sempre avuto nell'altezza un tratto identitario, seppur ovviamente non certo l'unico.
A Sassari si guarda però anche al futuro: sembrano finalmente in partenza, dopo un lungo iter, i lavori di ristrutturazione e ampliamento del PalaSerradimigni, che secondo il Comune e i media locali prenderanno il via questo settembre con il primo stralcio, mentre dalla primavera-estate 2026 si metterà mano agli interventi più invasivi. La squadra potrà comunque continuare a giocare nell'impianto intitolato alla giocatrice sarda Roberta Serradimigni, scomparsa quasi trent'anni fa in un incidente stradale.
Il progetto è sicuramente impegnativo, dal momento che si metterà mano a una struttura aperta nell'ormai lontano 1980. Prevista la realizzazione di un terzo anello di gradinate sui lati A, B e C, con realizzazione dei distinti tra tribune e curva in luogo degli attuali “spigoli”. La capienza salirà a circa 6000 posti, rispetto agli odierni 4000, grazie all'innalzamento della copertura fino a 12 metri di altezza (aspetto che consentirà inoltre l'omologazione per la pallavolo), sorretta da una struttura autonoma dal resto dell'edificio. Sarà inoltre rifatto il parquet, che includerà un sistema di riscaldamento radiante. L'investimento complessivo si aggira sui 13 milioni.
Però la notizia che ha scaldato più di tutti i cuori degli appassionati sassaresi, e non solo, è un'altra: la Dinamo ha offerto un contratto da giocatore ad Achille Polonara, che da alcuni mesi sta lottando contro la leucemia. Se le cose si evolveranno in un certo modo, quando le condizioni di salute glielo consentiranno, il 34enne giocatore marchigiano - free agent dopo la scadenza del contratto con la Virtus Bologna - potrà tornare a vestire la divisa di Sassari dopo l'esperienza tra 2017 e 2019, la quale costituì per lui il trampolino di lancio verso importanti scenari europei.
Un gesto di speranza e una “scommessa” all'insegna della fiducia, soprattutto da parte di Polonara. Alla prospettiva di entrare nell'area scouting della Virtus, ha preferito l'offerta di Sassari per giocare, in un momento in cui ad essere in discussione non è solo il futuro da atleta, ma la sua stessa vita. Non mollare, Achille!
5 anni di Parquet
Piccolo momento personale. Il 27 agosto sono trascorsi cinque anni dall'uscita del mio libro Il parquet lucido. Storie di basket (Ultra Edizioni). Il tempo vola e mi fa piacere constatare che, in un mondo che consuma in fretta ogni cosa, stia riscuotendo ancora un certo interesse.
Il parquet lucido è nato dalla raccolta dei migliori articoli che ho scritto tra 2015 e 2020 per alcuni siti di settore e per il mio blog. In essi racconto alcune delle storie più belle e interessanti andate in scena sui parquet americani, europei e italiani.
Una galleria di personaggi, squadre e vicende che hanno lasciato un segno indelebile sul gioco. In appendice, un diario di viaggio da New York all'insegna dello sport e un racconto di fantasia dedicato alla passione per la pallacanestro nella provincia italiana.
Grazie a tutte le persone che in questi cinque anni hanno acquistato, letto, recensito il libro, a chi mi ha invitato a presentarlo sia dal vivo che online e a chi ha fatto passaparola, uno strumento tuttora estremamente efficace!
Il parquet lucido è in vendita qui su Amazon e magari, se sei fortunato, potresti ancora trovarne una copia in qualche libreria sparsa per l'Italia.
Shootaround – Consigli di lettura, ascolto, visione, condivisione
Dicevamo di Belinelli: Moris Gasparri su L'Ultimo Uomo ne offre un'interessante quadro culturale, soprattutto per i nati negli anni Ottanta. L'articolo qui.
E dicevamo anche di Bargnani: Disclosers, l'agenzia di PR e media relations che segue Pick-Roll, illustra qui come si racconta una realtà sport tech.
Intanto, cosa sta facendo Gigi Datome in FIP? Ennio Terrasi Borghesan per L'Ultimo Uomo ha incontrato il capo delegazione azzurro.
Jimmy Butler si è allenato a Olbia, ospite della Santa Croce. Con lui Nikola Kalinic della Stella Rossa.
Prosegue l'approdo di giovani italiani e italiane nei college statunitensi: Paolo Mutarelli di Basketball NCAA ha intervistato Caterina Piatti, Martina Fantini e René D'Amelio, mentre Isabella Agostinelli ha parlato con Anita Franchini e Candy Edokpaigbe. Sul sito ne trovi altre. Questo invece è il quadro completo dei connazionali in NCAA nella stagione 2025-26.
In una partita WNBA è stato lanciato un dildo in campo: il gesto ha ulteriormente acceso le discussioni sulla questione di genere nello sport. Ne scrive Giorgia Bernardini su L'Ultimo Uomo.
Famiglia, Milano e futuro: Sergio Rodriguez ha parlato con Simone Mazzola di Backdoor Podcast.
Tutto sul ritorno di Damian Lillard ai Portland Trail Blazers: così Jamal Collier di ESPN. (in inglese)
Lo show di droni con cui la città di Chongqing, in Cina, ha accolto Steph Curry per il The Curry Brand World Tour.
Hometown Heroes, il video di presentazione degli Charlotte Hornets in stile anime.
Le Global Finals di The One, il torneo mondiale 1x1 con tanti giovani talenti promosso da Jordan Brand: da New York foto e video di Overseas Magazine.
Ora po' di altre cose sullo streetball.
Da 10 anni Project Backboard riqualifica playground in tutti gli Stati Uniti: ne parla Peter Robert Casey su SLAM. (in inglese)
E questi sono 10 playground di tutto il mondo trasformati dalla street art: li ha selezionati Giulia Guido di Collater.al.
Sul campetto tra i palazzi di Santa Ana, presso Manila nelle Filippine, ora c'è... Kyle Kuzma.
Lo streetballer Eddy Idem è testimonial di Telepass: guarda il reel.
Parliamo di scarpe.
La Puma MB.05, ultima signature shoe di Lamelo Ball: te la mostra Ian Stonebrook su Andscape. (in inglese)
Ancora Ian Stonebrook sulle Skechers di Jackie Young delle Las Vegas Aces. (in inglese)
Infine, è uscita la Nike Kobe 3 Protro: nello spot ci sono Jalen Brunson e Natalia Bryant, come spiega Anthony Gharib su ESPN. (in inglese)
Anche questo Shootaround volge al termine. Prima di Off The Ball, ti lascio la completa miniserie estiva di 3 & Drink Podcast per conoscere davvero tutto sulla NBA, la sua storia, come è oggi e come funziona.
Off The Ball
Tre contenuti interessanti extra basket.
L'Italia si è qualificata ai Mondiali di cricket T20 maschile nel 2026: Nikhil Jha racconta su L'Ultimo Uomo un'impresa storica.
Il calcio secondo Carmelo Bene: così su Il Post, a cura di Giacomo Papi.
L’urbex (esplorazione di luoghi urbani in decadenza) come fenomeno pop analizzato da Francesco Gerardi di Rivista Studio.
Un attimo, prima di andare
Hai appena letto il numero 56 di Galis, la newsletter di Never Ending Season in cui racconto il basket come cultura e stile di vita.
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È tutto, ci vediamo il 30 settembre. Ciao!



